- "All'improvviso Frodo vide davanti a sé un baratro nero. In fondo al salone, il pavimento scompariva e piombava in un'ignota profondità. La porta esterna poteva essere raggiunta solo attraverso un sottile ponticello di pietra, senza parapetto o inferriata, che superava il baratro con un unico balzo di una quindicina di metri. [...] Potevano varcarlo solo in fila indiana. All'improvviso Gandalf si fermò e gli altri si stiparono dietro di lui."
- —Il Signore degli Anelli, libro II, cap, V, "Il ponte di Khazad-dûm"
Il Ponte di Khazad-dûm, conosciuto anche come il Ponte di Durin, era un ponte in pietra costruito dal popolo dei Lungobarbi nella parte orientale del loro antico reame di Khazad-dûm. Fu distrutto da Gandalf il 15 Gennaio 3019 TE nel tentativo di impedire al Flagello di Durin di inseguire la Compagnia; ebbe successo, tuttavia venne trascinato dall'orrido essere nella caduta.
Descrizione[]
Si trattava di uno stretto ponte di pietra che attraversava una voragine posta tra le porte orientali e la ventunesima sala. Fu costruito principalmente per scopi difensivi: i nemici che avessero violato le difese esterne conquistando i cancelli orientali e la Prima Sala, sarebbero stati costretti ad attraversare un arco di circa cinquanta piedi in fila indiana esposti al tiro dei difensori ed impossibilitati ad attaccare in massa. La profondità della voragine era incredibile e il soffitto era alto; sul lato esterno del ponte c'era una rampa di scale che portava all'uscita, attraverso la Prima Sala e le Grandi Porte di Moria.
Storia[]
Gandalf affronta il Flagello di Durin sul Ponte d Khazad-dûm, Ted Nasmith.
- "Il Balrog giunse al ponte. Gandalf era in piedi al centro della sala e con la mano sinistra si appoggiava al bastone, mentre nella destra Glamdring scintillava, fredda e bianca. Il nemico si arrestò nuovamente, fronteggiandolo, ed intorno ad esso l’ombra allungò due grandi ali. Il Balrog schioccò la frusta, e le code scricchiarono e fischiarono. Del fuoco si sprigionava dalle sue narici: ma Gandalf rimase fermo ed immobile. «Non puoi passare», disse. Gli Orchetti tacquero, e si fece un silenzio di morte. «Sono un servitore del Fuoco Segreto, e reggo la fiamma di Anor. Non puoi passare. A nulla ti servirà il fuoco oscuro, fiamma di Udûn. Torna nell’Ombra! Non puoi passare». Il Balrog non rispose. Il fuoco in lui parve estinguersi, ma il buio crebbe. "
- —Il Signore degli Anelli, libro II, cap, V, "Il ponte di Khazad-dûm"