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Ohtar fu un uomo della stirpe dei Dúnedain che visse a cavallo della Seconda e della Terza Era. Egli era lo scudiero di Isildur e fu a lui che il Re affidò il compito di portare in salvo i frammenti di Narsil, poco prima che questi trovasse la morte nella Battaglia dei Campi Iridati.

Etimologia[]

Il nome Ohtar in lingua Quenya significa letteralmente "Guerriero/Scudiero". Questo potrebbe non essere il suo vero nome ma un titolo con cui ci si sarebbe riferiti a lui nelle cronache successive".

Biografia[]

Othar era un uomo della razza dei Dúnedain e che faceva parte del seguito di Isildur in qualità di scudiero del Re. Dopo la Battaglia di Dagorlad, mentre la maggior parte dell'esercito di Arnor tornò al nord, egli rimase assieme al suo Signore che si trattenne per alcuni anni a Gondor a tracciare i confini del del regno del sud e a mettere in ordine gli affari di quel reame.

Quando il Re riprese la via del nord, lasciando il potere al nipote Meneldil, egli lo seguì assieme ad altri duecento soldati. Quando Isildur e i suoi uomini vennero circondati dagli orchi nei pressi dei Campi Iridati il Re, per tutelarsi, lo mandò a chiamare e gli affidò il compitò di raggiungere assieme a un compagno Gran Burrone e di portare in salvo i frammenti di Narsil.

"Gli Orchi si stavano avvicinando. E Isildur, rivolto al suo scudiero: «Ohtar,» disse «ti affido questi» e poi gli consegnò il grande fodero e i frammenti di Narsil, la spada di Elendil. «Preservala ad ogni costo dalla cattura, con qualsiasi mezzo tu possa escogitare, anche se per questo tu debba passare per un vigliacco che mi ha abbandonato. Prendi con te il tuo compagno e fuggi. Va'! Te lo ordino!» Othar allora si inginocchiò, gli baciò la mano e i due giovani si precipitarono nella valle buia. Se gli Orchi dagli occhi acuti ne notarono la fuga, non vi fecero caso."
Racconti Incompiuti, parte III, cap. I, "Il disastro dei Campi Iridati".