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Nornorë è un Vala presente nelle prime versioni del legendarium tolkeniano.

Etimologia[]

Nornorë o Nornoros in Quenya che deriva dal verbo nornoro- ovvero "correre fluidamente" e significa "Araldo degli Dei". Era anche conosciuto con l'epiteto Kapalimor cioè "il saltellante" il cui nome equivalente in Noldorin era Cablin. In quest'ultima lingua era conosciuto anche come Drondor o Dronúrin ovvero "Messagero degli Dei". Un altro suo epiteto era Vastor ovvero "colui che va rumorosamente di corsa".

Descrizione[]

Il suo aspetto è ignoto. Era contraddistinto dalla sua rapidità. Oltre ad essere l'araldo degli dei tra i suoi compiti vi era quello di condurre gli spiriti degli Uomini più virtuosi a Valinor a cavallo o a bordo di carri. La maggior parte degli Uomini, dopo la morte, veniva infatti inviata da Nienna nelle piane di Avathar in una sorta di Purgatorio sino alla fine dei tempi. Solo pochissimi si dimostravano meritevoli di vivere insieme ai Valar nei loro palazzi di Valmar.[1]

Biografia[]

Durante la Seconda Guerra delle Potenze mosse alla testa dei Valar verso Utumno ma giunto alle porte della fortezza le trovò sbarrate. Melkor fece finta di essere all'oscuro dei propositi dei Valar e inviò Langon, un suo servitore, a parlamentare con loro domandandogli per quale motivo fossero venuti in quella terra brulla abbandonando le delizie di Valinor e che sarebbe stato disposto a riceverne due alla volta a causa della povertà della sua dimora. Non desiderava però accogliere Manwë e Tulkas in quanto il primo avrebbe meritato un'ospitalità migliore e il secondo era solito pretenderne una di lusso. Qualora non avessero voluto accettare che gli inviassero almeno Nornorë, messaggero degli dei. I Valar si consultarono e inviarono l'araldo che facendo leva sull'orgoglio di Melkor lo invitò a venire ad abitare a Valmar in quanto era il più grande degli Ainur e disse che i Valar erano giunti sin lì per scusarsi e che per provare la loro buona fede avrebbero incatenato Tulkas e si sarebbero inchinati davanti a lui. Quando però i Valar giunsero nella sala del trono di Utumno, Tulkas, malgrado fosse legato con Angainor, balzò contro Melkor e lo immobilizzò con l'aiuto di Aulë e di Oromë per poi incatenarlo.[2]

Nella prima versione del mito del risveglio degli Elfi presso Cuiviénen fu lui il primo Vala ad incontrarli e a portare tre di loro (Ingwë, Finwë e Elwë) a Valinor per poi tornare presso il lago ed invitarli a mettersi in cammino alla volta di Aman mentre nella versione pubblicata de Il Silmarillion questo ruolo è svolto da Oromë. Fu anche il primo ad annunciare il risveglio degli Elfi agli altri Valar.[3]

Nelle versioni successive del legendarium il suo posto sarà preso in parte da Eonwë e in parte da Oromë.

Note[]

  1. The History of Middle Earth, Vol. I: The Book of Lost Tales Part One, cap. III, pp. 78-79
  2. The History of Middle Earth, Vol. I: The Book of Lost Tales Part One, cap. IV, pp. 107-111
  3. The History of Middle Earth, Vol. I: The Book of Lost Tales Part One, cap. V, pp. 124-126, 142