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Maledizione di Mandos

Mandos appare alle navi dei Noldor e lancia su Fëanor e i suoi seguaci la propria maledizione.

La Maledizione di Mandos, conosciuta anche come il Fato dei Noldor o la Sorte dei Noldor, fu una maledizione/profezia che il Vala Mandos scagliò contro i Noldor i quali, guidati da Fëanor, avevano commesso il terribile eccidio di Alqualondë ai danni dei Teleri.

Questa maledizione accompagnò i Noldor fino al termine della Prima Era, quando Morgoth venne sconfitto e i Silmaril recuperati.

La Maledizione Modifica

Dopo aver marciato a lungo verso il deserto di Araman e aver superato i confini del Reame Beato, i Noldor vennero raggiunti da una figura scura che richiamò la loro loro attenzione.

"Quivi scorsero all'improvviso una negra figura starsene alta sopra una roccia precipite sulla spiaggia. V'è chi disse trattarsi di Mandos in persona, araldo, e non dei minori, di Manwë. E udirono una gran voce, solenne e terribile, che comandò loro di fermarsi e aprir bene le orecchie. Allora tutti fecero alto e ristettero immobili, e da un capo all'altro delle schiere dei Noldor fu udita la voce che pronunciava la maledizione e la profezia che è detta la Profezia del Nord nonché Sorte dei Noldor. Molto è predetto in parole oscure, che i Noldor non compresero se non quando le calamità piombarono loro addosso; ma tutti udirono la maledizione fulminata contro coloro che non volessero restare né chiedere il parere e il perdono dei Valar."
Il Silmarillion, cap. IX, "La Fuga dei Noldor".

Si trattava di Mandos in persona, giunto in qualità di araldo di Manwë per pronunciare la propria maledizione contro coloro che si erano macchiati di fratricidio nei confronti dei proprio fratelli Teleri.

"«Lacrime innumerevoli voi verserete; e i Valar fortificheranno Valinor contro di voi e ve ne escluderanno, sì che neppure l'eco del vostro lamento varcherà le montagne. Sulla Casa di Fëanor, l'ira dei Valar piomberà da Occidente fino all'Oriente estremo, ed essa sarà anche su tutti coloro che ne seguiranno i membri. Il loro Giuramento li impellerà, e tuttavia li tradirà, per sempre privandoli di quei tesori che hanno giurato di perseguire. A un'infausta fine volgeranno tutte le cose che essi ben cominciano; e questo accadrà per il tradimento dell'una stirpe verso l'altra, e per la paura di tradimento. Gli Spodestati, essi saranno per sempre. Voi avete sparso ingiustamente il sangue dei vostri fratelli e avete insozzato la terra di Aman. Sconterete il sangue col sangue, e fuori da Aman dimorerete nell'ombra di Morte. Ché, sebbene Eru vi abbia destinati a non morire in Eä e sebbene le malattie non vi assalgano, pure potete essere uccisi, e uccisi sarete: da armi e tormento e dolore; e i vostri spiriti raminghi verranno poi a Mandos. Ivi a lungo dimorerete bramando i vostri corpi, e troverete scarsa pietà sebbene tutti coloro che avete ucciso impetrino per voi. E coloro che perdureranno nella Terra di Mezzo e non verranno a Mandos, finiranno per essere stanchi del mondo come di un greve fardello, e deperiranno e diverranno quali ombre di rimorso agli occhi della razza più giovane che verrà. I Valar han detto.»"
—La Maledizione di Mandos, Il Silmarillion, cap. IX, "La Fuga dei Noldor".

La maledizione si attuò in un primo momento con il Divieto dei Valar, ma fu anche profetica nel predire le sofferenze e le pene che i Figli di Fëanor e i Noldor subirono durante tutta la Prima Era nel loro scontro contro Morgoth, comprese le nefaste conseguenze del Giuramento di Fëanor e il fato dei Silmaril.

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