- "L'avevano chiamato Grond, in memoria dell'antico Martello dell'Oltretomba. Era trainato da grosse bestie e circondato da Orchetti e i Vagabondi delle montagne lo spingevano da dietro."
- —Il Signore degli Anelli, libro V, cap. IV, "L'Assedio di Gondor".
Il Grond, detto anche Testa di Lupo, era un enorme ariete da guerra costruito a Mordor ed utilizzato durante l'Assedio di Gondor per abbattere il cancelli di Minas Tirith; fu la più grande arma d'assedio mai costruita nella Terra di Mezzo e l'unica ad essere mai stata in grado di sfondare i cancelli della Città Bianca.
L'arma venne distrutta dalle forze dei Popoli Liberi dopo la sconfitta delle armate di Mordor nella Battaglia dei Campi del Pelennor.
Etimologia[]
Grond è un nome Sindarin che significa letteralmente "Martello dell'Oltretomba". Fu chiamato così in onore del martello da guerra di Morgoth.
Descrizione[]
- "Delle grosse macchine strisciarono attraverso il campo, e fra esse vi era un enorme ariete, grande come l'albero di una foresta, lungo circa cento piedi, sostenuto da possenti catene. Da molto tempo ormai le oscure fucine di Mordor erano intente a forgiarlo, e la sua mostruosa testa, fusa in acciaio nero, riproduceva le sembianze di un lupo vorace; esso recava in sé diabolici incantesimi."
- —Il Signore degli Anelli, libro V, cap. IV, "L'Assedio di Gondor".
Si trattava di un enorme artefatto creato in acciaio nero, modellato a forma di lupo ringhiante in modo da ispirare terrore nel nemico; era lungo più di 100 piedi (circa 40 metri) e per spingere l'enorme struttura erano necessari, oltre ai Troll di montagna, anche diverse Grandi Bestie che lo trascinassero contro l'obiettivo.
Storia[]
Il Grond fu costruito negli ultimi anni della Terza Era poco prima dello scoppio della Guerra dell'Anello. Per anni i fabbri di Sauron lavorarono nelle fucine di Barad-dûr per costruire questa enorme macchina d'assedio, l'unica in grado di sfondare i possenti cancelli di Minas Tirith forgiati in metallo numenoreano all'epoca dello splendore di Gondor.
Il Re Stregone di Angmar dette il proprio contributo alla sua creazione, incantando con incantesimi di protezione la punta dell'enorme ariete al fine di renderlo indistruttibile dagli attacchi dei difensori.
L'artefatto fu battezzato col nome di Grond, in onore del Martello degli Inferi, l'arma usata da Morgoth durante il duello contro Fingolfin. La macchina d'assedio ebbe il suo primo ed unico utilizzo durante l'Assedio di Minas Tirith, durante il quale fu in grado di abbattere gli indistruttibili cancelli della città unicamente con tre colpi.
Venne presumibilmente distrutto dopo la battaglia a seguito della sconfitta delle armate di Sauron da parte delle forze dei popoli Liberi della Terra di Mezzo.
Adattamenti[]
Il Ritorno del Re (1980)[]
Nel film animato del 1980 di Rankin Bass, l'ariete Grond è raffigurato in una sola scena, rappresentato come un lungo e grande tronco con la testa di lupo sbavante di acido e i suoi occhi si illuminano di rosso. In questo adattamento le Grandi Bestie che lo trainano in posizione sono gli Olifanti.
Il Signore degli Anelli: il Ritorno del Re (2003)[]
- "Portate la Testa di Lupo!"
- —Gothmog
Nel terzo film della trilogia di Peter Jackson, l'ariete Grond ha delle fiamme che fuoriescono dalle sue fauci scolpite e le Grandi Bestie che lo trainano sono quattro enormi creature simili a rinoceronti (nel libro chiamate solo "Grandi bestie"). Il design del lupo dell'ariete è enorme, con l'intero corpo dell'arma d'assedio scolpito per assomigliare a un grande lupo. Gothmog si riferisce ad esso sia come "Grond" che come "testa di lupo" nel film; nell'Edizione Estesa de Il Ritorno del Re, lo evoca dopo un tentativo fallito da parte dei suoi subordinati di sfondare i cancelli Minas Tirith con alcuni normali arieti. Mentre la Schiera di Mordor e i suoi alleati l'osservavano avvicinarsi a Minas Tirith, iniziano ad invocare il suo nome: "Grond! Grond! Grond! Grond!" con orribili cori. È molto simile alla sua rappresentazione nel libro, poiché colpisce i cancelli di Minas Tirith quattro volte prima di sfondare.