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"E mentre così stavano, ecco uno uscire dagli alberi, e s'avvidero che era un Uomo di alta statura, armato, nerovestito, una lunga spada sguainata; e si meravigliarono poiché la lama era nera anch'essa, anche se i fili ne balenavano lucenti e freddi. Dolore gli stava dipinto in volto e, come s'avvide della devastazione dei Irvin, levò alta la voce e angoscia disse: "Irvin, Faelivrin! Gwindor e Beleg! Qui un tempo sono guarito. Ora però mai più potrò bere l'acqua della pace!"
Túrin, presso le Fonti di Ivrin distrutte, da I Racconti Incompiuti
Le Fonti di Ivrin, note anche come Pozze di Ivrin o Stagni di Ivrin, erano una fonte posta in un bacino di pietra scavato dalle acque che cadevano dal lato meridionale del Dor-lómin sotto gli Ered Wethrin. Da esse nasceva il fiume Narog e le sue acque erano note per le proprietà curative oltre che per la loro freschezza. Questo luogo venne devastato da Glaurung nella sua marcia di avvicinamento al Nargothrond, per poi venire sommerso dal mare durante la Guerra d'Ira.

Etimologia Modifica

In Sindarin il luogo era noto come Eithel Ivrin che significa letteralmente "Fonti di Ivrin". In Noldorin era invece conosciuto come Ivrineithil.

Descrizione Modifica

Le Fonti erano alimentate da delle cascate note come Cascate di Ivrin, ma generalmente si usava riferirsi sia alle fonti che alle cascate con il nome di Fonti di Ivrin. Le Fonti erano circondate da una conca boscosa e da esse nasceva il fiume Narog, che scorreva per circa ottanta miglia prima di gettarsi nel Sirion. Esse segnavano il punto più orientale del regno di Turgon, prima che questo si trasferisse a Gondolin con il suo popolo.

Storia Modifica

Stando a quanto riferito da Gwindor, in tempi molto antichi il Vala Ulmo distese la sua benedizione su questo luogo, preservando questo luogo dalle impurità e garantendo alle sue acque delle portentose proprietà medicamentose.

Nel 20 PE il Re Supremo dei Noldor Fingolfin indisse la Mereth Aderthad, presso le Fonti di Ivrin, una grande festa di riconciliazione cui parteciparono quasi tutti i signori elfici del Beleriand.

Quando Finrod Felagund e Beren partirono dal Nargothrond, viaggiarono verso nord lungo il Narog fino alle Fonti di Ivrin per poi continuare verso Tol-Sirion.

Fonti di Ivribi by Šárka Škorpíková

Turin, disperato dopo l'uccisione dell'amico Beleg, presso le Fonti di Ivrin in un'illustrazione di Šárka Škorpíková

Dopo la morte del suo amico Beleg, Túrin perse la voglia di vivere, ma Gwindor lo condusse a bere le acque delle Fonti di Ivrin. Dopo aver bevuto, le sue lacrime si fermarono e fu guarito dalla sua profonda tristezza. Fu accanto alle Fonti di Ivrin che compose il Canto del Grande Arco (Laer Cú Beleg) prima di ripartire con Gwindor verso il Nargothrond.

Anni più tardi, quando Morgoth rilasciò Glaurung nel Beleriand, Glaurung devastò gli Eithel Ivrin, seccando gli alberi e rompendo il bacino di pietra così che le acque ristagnarono e la zona divenne una desolata palude.

Dopo il Sacco del Nargothrond, Túrin cadde sotto l'incantesimo di Glaurung e viaggiò a nord verso il Dor-lómin cercando sua madre e sua sorella. Giunse alle Fonti di Ivril con il primo ghiaccio dell'inverno, ma queste erano devastate e ghiacciate così che non poté bere ed essere guarito una seconda volta dalle acque.

Fu in questo frangente che Tuor e Túrin si incontrarono per la prima ed unica volta, dato che Tuor e Voronwë passarono anch'essi dalle Fonti di Ivrin nel loro viaggio verso Gondolin. Ma nessuno dei due parlò, dato che Túrin non vide Tuor, e Tuor non riconobbe il cugino.

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