Il fëa era lo spirito delle creature incarnate.
Etimologia[]
Fëa è un termine Quenya che significa "spirito" o "anima".
Descrizione[]
Il fëa era lo spirito di tutte le creature incarnate come Uomini ed Elfi. Era indistruttibile e si separava dal corpo, lo hröa, al momento della morte. Elfi e Dúnedain potevano apparentemente scegliere di morire volontariamente lasciando che il fëa si separasse dallo hröa; ne sono esempi la morte di Míriel e di Aragorn.
Dopo il trapasso il fëa migrava verso le Aule di Mandos (o verso le Aule di Nienna nelle prime versioni del legendarium) dove restava sino alla fine dei tempi oppure, nel caso degli Elfi, si reincarnava dopo alcune ere. Facevano eccezione i fëar degli Uomini che, unici tra quelli di tutte le creature, trascendevano Arda non essendo legati al suo destino.
Il fëa non poteva essere controllato da alcuna creatura di Arda senza il suo consenso o l'utilizzo della necromanzia, in quest'ultimo caso la creatura diveniva un non-morto. Un esempio di queste creature sono i Nazgûl.
Si narra che il fëa di Fëanor fosse talmente potente che alla sua morte, separandosi dallo hröa, lo ridusse in cenere.[1]
Gli spiriti che non necessitavano di uno hröa erano chiamati eälar. La loro forma fisica veniva chiamata fana.[2]
Note[]
- ↑ Il Silmarillion, cap. XIII, pp. 128-129
- ↑ Lettere (1914-1973), 200