Dailir fu una speciale freccia appartenuta a Beleg Cúthalion del Doriath durante la Prima Era.
Etimologia[]
Dailir in Noldorin significa "mannaia". Secondo un'altra interpretazione deriverebbe dai termini Doriathrin dai ("ombra") e lir ("canzone"), probabilmente in riferimento al sibilo della freccia.
Descrizione[]
Si trattava di un dardo provvisto di barbigli somiglianti alla lingua di un serpente. Questa freccia, anche qualora fosse stata scoccata a grande distanza o si fosse sfilata dalla faretra, veniva sempre ritrovata intatta da Beleg, a prescindere dal fatto che la cercasse o meno.
Storia[]
Era la freccia preferita di Beleg a causa delle sue inusuali proprietà.
Fu scoccata dal grande arciere per abbattere il primo di sette Mannari a guardia di una parte dell'accampamento orchesco ai margini settentrionali del Dorthonion in cui era prigioniero Túrin. Mentre Beleg stava trasportando l'amico dopo averlo soccorso inciampò e cadde sul dardo, frantumandolo con il peso del suo corpo in due pezzi e ferendosi inavvertitamente la mano con la sua punta. Questo sfortunato evento fu considerato dall'arciere e dal compagno Flinding un cattivo presagio.[1]
Note[]
- ↑ I Lai del Beleriand, Il Lai dei Figli di Húrin, cap. I, parte II: Beleg, pp. 48, 51