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Questo articolo riguarda gli anelli. Per l'omonima serie TV Amazon, vedere Il Signore degli Anelli: Gli Anelli del Potere.

"Tre Anelli ai Re degli Elfi sotto il cielo che risplende,
Sette ai Principi dei Nani nelle lor rocche di pietra,
Nove agli Uomini Mortali che la triste morte attende,
Uno per l'Oscuro Sire chiuso nella reggia tetra,
Nella Terra di Mordor, dove l'Ombra nera scende.
Un Anello per domarli, un Anello per trovarli,
Un Anello per ghermirli e nel buio incatenarli.
Nella Terra di Mordor, dove l'Ombra cupa scende.
"
Poesia dell'Anello, epigrafe di Tolkien a Il Signore degli Anelli

Gli Anelli del Potere furono venti anelli magici forgiati nella Seconda Era, ideati da Sauron per ingannare e sedurre all'oscurità i signori di ogni popolo della Terra di Mezzo. Fingendosi un'entità benevola chiamata Annatar, Sauron insegnò ai fabbri elfici dell'Eregion, sotto la guida di Celebrimbor, come forgiare gli anelli. Vennero quindi creati diciannove grandi anelli: tre di essi vennero affidati agli Elfi, sette ai Nani e nove agli Uomini. In seguito, tra le fiamme del Monte Fato, Sauron creò in segreto un altro anello, denominato l'Unico Anello, per controllare tutti gli altri e sottometterli al proprio volere. I diciannove anelli minori erano in qualche modo legati al potere dell'Unico, e ne dipendevano a tal punto che i loro portatori potevano essere controllati dal portatore dell'Unico.

Storia

"« [...] Ma perché dunque la Terra di Mezzo dovrebbe restare per sempre desolata e buia, laddove gli Elfi potrebbero renderla altrettanto bella di Eresseä, che dico, perfino di Valinor? E poiché non vi avete fatto ritorno, come pure potreste, ben m'avvedo che, al pari di me, voi questa Terra di Mezzo l'amate. Non è dunque nostro dovere di lavorare fianco a fianco al suo arricchimento e per l'elevazione di tutte le stirpi elfiche che vi si aggirano, all'oscuro del molto potere e della sapienza che sono di coloro che stanno al di là dal Mare?»"
—Sauron convince i Noldor, Il Silmarillion, parte III, "Gli Anelli del Potere e la Terza Era".

Celebrimbor e Annatar (Sauron), Paul Tobin.

Gli Anelli del Potere furono realizzati dai fabbri elfici dell'Eregion sotto la guida di Celebrimbor, figlio di Curufin e nipote di Fëanor. La spinta alla loro creazione venne data da Sauron, che in quei tempi possedeva ancora il potere di cambiare aspetto a piacemento e assumere le sembianze di un benefattore degli Elfi chiamato Annatar: eglì suggerì agli Elfi che attraverso tali strumenti avrebbero potuto incanalare il loro potere per cercare di preservare la bellezza della Terra di Mezzo, così da salvarla dalla corruzione del Male e renderla in tal modo simile alla stessa Valinor. Vennero così forgiati dagli Elfi dell'Eregion un totale di diciannove anelli: sedici con l'intervento diretto di Sauron stesso, mentre Celebrimbor realizzò da solo i tre anelli più potenti, che in seguito sarebbero stati affidati ai Signori degli Elfi. Stando a quanto descritto ne Il Silmarillion e affermato da Gandalf, vennero forgiati molti altri anelli, che furono molto probabilmente soltanto il frutto delle prove dei fabbri e non vengono annoverati tra i maggiori.

Il vero piano di Sauron era però di usare questi artefatti per dominare gli Elfi rimanenti della Terra di Mezzo e diventarne il signore incontrastato. Creò quindi in segreto il ventesimo anello, l'Unico, tra le fiamme del Monte Fato cercando di portare sotto il proprio controllo tutti gli altri anelli e di conseguenza i loro portatori. Tuttavia, quando Sauron indossò l'Anello, gli Elfi si accorsero immediatamente di essere stati ingannati e si tolsero i loro anelli nascondendoli, vanificando gli sforzi del Signore di Mordor. Furioso per questa beffa, l'Oscuro Signore dichiarò guerra aperta agli Elfi, intimando loro di consegnargli tutti gli Anelli del Potere che possedevano. Fortunatamente, nonostante la Distruzione dell'Eregion e la morte di Celebrimbor, gli Elfi riuscirono a custodire i Tre anelli più potenti e a donarne uno a Durin III di Khazad-dûm, ma Sauron riuscì comunque a recuperare gli altri quindici. Negli anni successivi, Sauron donò questi anelli ai mortali: sette anelli furono destinati ai signori dei Nani e Nove agli Uomini, quest'ultimi considerati dall'Oscuro Signore la razza più facile da corrompere. Col tempo questi nove Uomini divennero schiavi della volontà dell'Unico e si trasformarono in terribili spiriti né morti né vivi, più tardi conosciuti come Nazgûl o Spettri dell'Anello, totalmente asserviti al volere di Sauron. I Signori dei Nani ai quali furono dati gli anelli divennero invece ricchi oltre ogni misura, ma contrariamente alle aspettative di Sauron non cedettero al suo potere, in virtù anche della loro innata resistenza. Tuttavia, l'avidità di ricchezze e tesori indotta dagli anelli nanici portò lo stesso alla rovina i loro portatori, attirando l'attenzione dei Draghi.

Secondo Gandalf, una caratteristica degli Anelli del Potere, apparentemente universale, era che qualunque essere mortale che ne indossasse uno otteneva un innaturale allungamento della vita. È probabile che questo fosse un effetto collaterale del potere degli Anelli, visto che Sauron aveva previsto inizialmente che tali oggetti fossero indossati unicamente dagli Elfi, esseri immortali per natura. L'individuo mortale in possesso di uno di questi anelli tuttavia, non sarebbe però cresciuto né avrebbe ottenuto più vita; avrebbe semplicemente continuato a vivere finché la vita stessa non gli fosse diventata insopportabile, fino al punto di cominciare a "sbiadire". Bilbo Baggins, l'ultima volta che tenne con sé l'Anello, confessò che avvertiva una strana e perfida sensazione, come se la sua vita fosse diventata "sottile e allungata", segno che il processo stava iniziando a influenzarlo.

I Signori delle tre razze con gli Anelli del Potere.

I Tre Anelli che rimasero agli Elfi furono tenuti nascosti da Saruon. Tuttavia, essendo comunque stati creati attraverso le conoscenze che Sauron aveva trasmesso a Celebrimbon, possedevano un legame all'Unico Anello: infatti, chiunque lo avesse indossato, se dotato di un grande potere e volontà incrollabile, avrebbe potuto, con fatica, leggere nel pensiero dei Portatori dei Tre Anelli Elfici.

Ne Il Silmarillion, viene indicato che i sette anelli dati ai Nani non erano fondamentalmente diversi dai nove donati agli Uomini, dato che Sauron in origine aveva stabilito che tutti dovessero essere consegnati agli Elfi per poter esercitare il suo controllo. È implicito quindi che Sauron donò agli Uomini semplicemente nove tra i sedici anelli minori perché sapeva che fossero più facili da corrompere. Tuttavia, i Nove e i Sette sono descritti in altre opere come insiemi distinti. Non viene però chiarito se fossero diversi per gli effetti sul portatore o sul tipo di potere conferito. Viene anche menzionato nei Racconti incompiuti che i Sette furono creati prima dei Nove. Sauron aiutò nella creazione dei Sette e dei Nove, pertanto è probabile che i loro poteri e i loro effetti sui portatori siano simili anche se si trattassero di insiemi distinti. È importante notare che il fatto che se i Sette non assoggettarono i Nani a Sauron fu a causa della natura resistente dei Nani stessi, piuttosto che degli anelli. È perciò probabile che gli effetti di uno dei Nove su un nano sarebbero gli stessi di uno dei Sette, e se un Uomo avesse indossato uno dei Sette sarebbe lo stesso divenuto uno Spettro. I Tre invece erano fondamentalmente diversi dagli altri, poiché creati dal solo Celebrimbor con scopi diversi dalla linea di pensiero di Sauron, e Sauron stesso presumibilmente non si accorse della loro creazione fino al fatto compiuto.

Anelli noti

Anelli minori

Secondo Il Silmarillion, gli Elfi crearono molti altri anelli magici, ma probabilmente solo come prove di forgiatura da parte dei fabbri. Il loro destino è sconosciuto, né è noto se il loro potere fosse legato a quello dell'Unico o meno. Se lo fossero stati, il loro potere sarebbe quindi cessato con la distruzione dell'Unico.

I Tre agli Elfi

I tre anelli agli Elfi.

"Ma gli Elfi gli sfuggirono e salvarono tre dei loro anelli, che andarono a nascondere. Ordunque, questi erano i Tre che erano stati costruiti per ultimi, quelli che possedevano i massimi poteri, Narya, Nenya e Vilya, tali i loro nomi, cioé Anelli di Fuoco, d'Acqua e d'Aria, ornati di rubino, diamante e zaffiro; e Sauron desiderava impadronirsene più che di tutti gli altri anelli elfici, perché coloro che ne fossero in possesso erano in grado di tenere lontano le offese del tempo e ritardare la stanchezza del mondo."
Il Silmarillion, parte III, "Gli Anelli del Potere e la Terza Era".

Celebrimbor forgiò i Tre Anelli da solo, e non furono mai toccati da Sauron. Il loro nomi erano: Narya (l'Anello del Fuoco), Nenya (l'Anello dell'Inflessibilità) e Vilya (l'Anello dell'Aria). Narya fu indossato prima da Gil-Galad, che lo passo a Círdan, che lo donò infine a Gandalf. Gil-Galad possedette inizialmente anche Vilya, prima che Elrond lo ereditasse alla sua morte. Nenya fu indossato solo da Galadriel.

Non erano stati creati come armi da guerra o come mezzo per dominare gli altri; il loro scopo era quello di preservare la bellezza dei reami Elfici dove risiedevano i loro portatori, oltre che ad aiutare nella guarigione e nel resistere al male.

I Tre rimasero nascosti, e il loro nascondiglio fu rivelato solo alla fine della Terza Era, dopo che l'Unico Anello venne distrutto e l'Oscuro Sire annientato. Questi anelli erano invisibili se indossati, l'opposto dell'Unico che invece rende invisibile chi lo indossa. Galadriel rivelò di possedere uno dei Tre Anelli a Frodo Baggins mentre si trovava a Lothlórien, dopo che questi aveva visto il suo anello. Ciò fu possibile poichè Frodo era in possesso dell'Unico Anello. In seguito, mentre viaggiavano lungo l'Anduin, Frodo ne parlò con Aragorn che lo ammonì di non riferirlo a nessuno.

Ciascuno di questi anelli aveva proprietà speciali, ma i loro poteri erano limitati. Durante il suo Consiglio, Elrond affermò che né Gran Burrone, né Lórien, né i Rifugi Oscuri (i nascondigli dei Tre Anelli) avrebbero potuto contrastare la forza di Mordor.

Narya

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Narya.

Narya, l'Anello del Fuoco.

Narya, chiamato anche Anello del Fuoco o Anello Rosso, era uno dei Tre Anelli degli Elfi.

Secondo i Racconti incompiuti, all'inizio della Guerra tra Sauron e gli Elfi, Celebrimbor diede Narya a Círdan, il Signore dei Porti di Mithlond, che lo tenne con sé dopo la morte di Gil-Galad. Nella Terza Era, Círdan riconobbe la vera natura di Gandalf come uno dei Maiar di Valinor e cedette a lui l'anello per aiutarlo nel suo compito. Il suo potere è quello di ispirare gli altri a resistere alla tirannia, alla dominazione a alla disperazione (in altre parole, evocare speranza nelle persone attorno al portatore), oltre a dare resistenza alla fatica del tempo.

Narya venne indossato apertamente da Gandalf alla sua partenza dai Porti Grigi. Era un anello d'oro, ornato con un rubino rosso.

Nenya

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Nenya.

Nenya, l'Anello del'Acqua

Nenya, detto anche Anello dell'Inflessibilità, Anello Bianco o Anello dell'Acqua, era uno dei Tre Anelli degli Elfi. Il nome deriva dal Quenya Nén e significa "acqua".

Nenya è descritto come un anello fatto di Mithril con una pietra bianca incastonata, presumibilmente un diamante (questo non è mai stato affermato chiaramente, però il termine originale inglese adamant "inflessibile", che ne è un antico sinonimo, è un forte indizio). L'anello è portato da Galadriel di Lothlórien, e possiede una luminosità simile a quella delle stelle; mentre Frodo Baggins può vederlo in quanto portatore dell'Unico, Samvise Gamgee confessa a Galadriel di aver visto "una stella brillare attraverso il suo dito".[1]

Il potere di Nenya risiede nel preservare, proteggere e possibilmente nascondere dal male, infatti si afferma su Lórien che "c'è un potere segreto qui che trattiene il male dalla terra". Tuttavia, il fatto che Orchi da Moria siano comunque entrati a Lórien inseguendo la Compagnia dell'Anello nella foresta e che Lórien stesso avesse subito attacchi dagli Orchi di Sauron provenienti da Dol Guldur suggerisce che il potere dell'anello non riguarda una difesa militare. Si dice anche che Lothlórien, protetto come fosse da Nenya, non sarebbe mai caduto se non per mano di Sauron in persona. Galadriel usò questi poteri per creare e sostenere Lothlórien, ma questo aumentò anche la sua nostalgia per il mare e il desiderio di tornare nelle Terre Immortali. Dopo la distruzione dell'Unico Anello e la sconfitta di Sauron, il suo potere svanì come quello degli altri anelli. Galadriel in seguito portò Nenya con sé ad Ovest, con gli altri portatori di anelli. Con la partenza dell'Anello, la bellezza di Lórien iniziò a diminuire, insieme agli straordinari alberi di Mallorn che avevano vissuto per secoli, e si vuotò gradualmente. Al tempo in cui Arwen vi si recò per morire nel 121 della Quarta Era, Lothlórien era deserto e in rovina.

Vilya

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Vilya.

Vilya, l'Anello dell'Aria

Vilya, conosciuto anche come Anello dell'Aria, Anello Blu, Anello Dominante o Anello di Zaffiro è il più potente dei Tre Anelli degli Elfi.

Quando Sauron attaccò l'Eregion, Vilya insieme a Narya fu inviato al Re degli Elfi, Gil-Galad, nel Lindon. Dato che Gil-Galad al tempo delle distribuzione degli anelli era il Re Supremo dei Noldor, si pensò che fosse la scelta migliore per prendersi cura dell'anello più potente tra i Tre degli Elfi. Dopo la sua morte nella Guerra dell'Ultima Alleanza, l'anello passò a Elrond, che lo custodì per tutta la Terza Era.

Come gli altri due Anelli, Vilya conteneva una gemma: aveva una grande pietra blu incastonanta in una fascia d'oro, che contribuiva al suo titolo di Anello Blu o Anello di Zaffiro. Vilya venne chiamato anche Anello dell'Aria, questo a significare la sua preminenza sugli altri due. Il suo esatto potere non viene menzionato. È ragionevole assumere che possieda anch'esso il potere di guarire e preservare, dato che viene menzionato ne Il Silmarillion che Celebrimbor creò i Tre Anelli a questo scopo, piuttosto che per aumentare la forza del proprio portatore come i Sette, i Nove e gli altri anelli minori. C'è qualche speculazione che l'anello controlli elementi minori, considerato il caso in cui Elrond evocò un torrente di acqua per fermare i Nazgûl che avevano tentato di entrare a Gran Burrone. L'anello potrebbe anche avere il potere di leggere il futuro, dato che Elrond aveva il dono della preveggenza. Tuttavia, questi poteri potrebbe essere semplicemente sue doti naturali.

Dopo la distruzione dell'Unico Anello, il potere di Vilya svanì e fu portato ad Ovest da Elrond alla fine della Terza Era.

I Sette ai Nani

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Anelli dei Nani.
" [...] Sette ai Principi dei Nani nelle loro rocche di pietra [...]'"
—Frammento della Poesia dell'Anello.

I Sette anelli dati ai Signori dei Nani.

Sauron presentò i Sette anelli ai signori dei Nani, anche se secondo la tradizione nanesca, fu Celebrimbor a consegnare personalmente l'anello più potente a Durin III. La spartizione degli anelli potrebbe essere stata basata sulla divisione nei sette clan dei Nani menzionati nel The History of Middle-earth: Popolo di Durin (Lungobarbi), Barbafiamma, Vastifasci, Pugniferro, Barbedure e Piediroccia.

I Nani usarono gli anelli per raccogliere enormi ricchezze (che a loro volta attirarono i draghi), ma Sauron, secondo porzioni de Il Silmarillion, non fu in grado di sottomettere i portatori al proprio volere. Infatti, gli anelli non erano nemmeno in grado di far diventare invisibili i portatori; e i Nani erano immuni ad alcuni dei più dannosi effetti degli anelli. Si ritiene che la naturale resistenza dei Nani, e il fatto che furono posseduti soltanto dai loro Signori più potenti, li rese immuni al controllo di Sauron, oppure semplicemente perché il loro creatore Aulë li rese estremamente resistenti alla corruzione dei servi del male. Benché non sia affermato direttamente negli scritti, è possibile che tali artefatti abbiano allungato la vita ai loro portatori. Il principale effetto di questi anelli fu quello di permettere ai loro portatori di accumulare enormi ricchezze, ma suscitarono in loro anche un'avidità estrema, cosa che alla fine fu causa della loro rovina. Al tempo della Guerra dell'Anello, quattro anelli erano stati distrutti dal fuoco di un drago, mentre i restanti erano stati recuperati da Sauron.

I Signori dei Nani con gli anelli.

L'anello più potente dei Sette venne propabilmente consegnato a Durin III da Celebrimbor (benché fosse stato forgiato da Sauron) e fu tramandato di padre in figlio come uno dei massimi segreti della Stirpe di Dúrin, tanto che dopo la caduta di Khazad-dûm era opinione diffusa che fosse andato perduto. Tuttavia i signori dei Lungobarbi continuarono invece a tramandarselo fino a Thráin II, il quale venne catturato dai servi di Sauron nel 2845 TE mentre cercava di raggiungere Erebor; portato a Dol Guldur, Thráin fu imprigionato e torturato dall'Oscuro Signore che, non contento di avergli sottratto l''anello, gli fece perdere anche il senno.

Nel 3018 TE, poco prima dell'inizio della Guerra dell'Anello, un inviato di Sauron approcciò Dáin II Piediferro della Montagna Solitaria offrendo la restituzione dei tre anelli dei nani sopravvissuti. Dáin rifiutò, sapendo dalla lunga esperienza dei Nani che di Sauron non ci si poteva fidare.

I Nove agli Uomini

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Anelli degli Uomini.
" [...] Nove agli Uomini Mortali che la triste morte attende [...]'"
—Frammento della Poesia dell'Anello.

I Nove Anelli furono quelli donati agli Uomini in seguito sarebbero divenuti Nazgûl, gli Spettri dell'Anello. Questi portatori indossarono anelli sotto il controllo di Sauron, e ne divennero servi fidati. Nessuno di questi viene individuato specificatamente ne Il Signore degli Anelli, eccetto che per il loro capo, il Re Stregone di Angmar. Il suo secondo in comando viene nominato nei Racconti incompiuti come Khamûl, l'Esterling Nero.

I nove Re degli Uomini con gli anelli.

La frase dell'epigrafo di Tolkien, "Nove agli Uomini Mortali che la triste morte attende" è un riferimento al Destino degli Uomini, unica tra le creazioni di Eru a passare oltre Arda verso una destinazione sconosciuta agli Elfi. Fu questa incertezza, e l'invidia degli Uomini per l'immortalità degli Elfi nel Reame Beato, che Sauron sfruttò per portare alla distruzione Númenor.

Gli effetti dei Nove Anelli sugli Uomini furono di far acquisire a ciascuno di loro potere e ricchezza, e di trasformarli in potenti stregoni donandogli apparentemente vita eterna, poiché anch'essi smisero di invecchiare. Dopo qualche tempo, però, la vita divenne per loro insopportabile e quando indossavano gli anelli spesso vedevano visioni prodotte da Sauron. Uno per uno, per colpa della natura degli Uomini e della loro incapacità innata di resistere alla corruzione, caddero sotto il controllo permanente di Sauron e divennero spettri che obbedivano alla sua volontà. Divennero del tutto invisibili, se non per quegli Elfi che un tempo avevano dimorato nelle Terre Immortali (pochi ormai nella Terza Era) e i Maiar come Sauron e gli Stregoni. Erano visibili anche a chi indossava l'Unico Anello (non si sa se anche gli altri anelli conferissero questa capacità). Questo processo sembra anche aver connesso le loro vite e il loro potere a quello di Sauron, rendendoli poco più che un'estensione della sua volontà. Quando il potere di Sauron fu debole, anche gli spettri erano impotenti. Quando Sauron divenne più forte, però, anche loro divennero molto più potenti tanto che il Re Stregone era presumibilmente in grado di sfidare Gandalf il Bianco.

Non è chiaro dove i Nove Anelli vennero tenuti fisicamente. Al Consiglio di Elrond viene discussa la storia degli Anelli del Potere, e si afferma che Sauron aveva "recuperato i Nove per se stesso"; allo stesso tempo viene anche detto "i Nove sono in mano ai Nazgûl". Questo potrebbe significare che i Nazgûl indossino gli anelli mentre sono al servizio di Sauron oppure che dopo che furono schiavizzati alla sua volontà Sauron recuperò gli anelli e lì tenne a Barad-dûr, così come fece per quelli dei Nani, ordinando ai Nazgûl di sorvegliarli. Non c'è alcuna menzione dei Nove quando i Nazgûl vengono visti, e più esplicitamente quando il Re Stregone viene sconfitto Tolkien non descrive la presenza di un anello, né Gandalf o Aragorn esprimono preoccupazione a cosa potrebbe esserne dell'anello. Questo implica per lo meno che i Nazgûl non indossano sempre i propri anelli, anche se potrebbero comunque indossarli ancora.

L'Unico Anello

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Unico Anello.
" [...] Uno per l'Oscuro Sire chiuso nella reggia tetra [...]'"
—Frammento della Poesia dell'Anello

Sauron forgia l'Unico Anello.

L'Unico Anello, forgiato in segreto da Sauron nel cuore di Monte Fato, aveva il potere di dominare gli diciannove Grandi Anelli. L'intento di Sauron era di controllare le menti degli altri portatori attraverso gli anelli del potere. Il suo piano originale era di donare gli anelli ad Elfi di grande potere e influenza. Sauron poi avrebbe forgiato l'Unico Anello che, attravero quelli minori, gli avrebbe permesso di avere influenza diretta sui pensieri degli altri portatori. Se si fosse svolto perfettamente, Sauron avrebbe ottenuto il dominio sugli Elfi senza alcuna azione militare. Tuttavia, affinché il piano avesse successo, l'Unico Anello avrebbe dovuto essere molto più forte degli altri anelli. Per questo motivo, Sauron riversò una grande quantità del suo stesso potere nell'Unico. In quanto Anello Dominante, possedeva tutti i poteri degli altri anelli, ma più estesi, e alcuni poteri propri. Anche se il piano di Sauron non andò a buon fine, la presenza dell'Unico Anello al suo dito significò che gli altri anelli, con cui molti regni erano stati costruiti, non potevano più essere utilizzati in sicurezza. In aggiunta, intenzionalmente o meno, i poteri personali di Sauron erano molto aumentati dall'indossare l'Unico, donandogli una forza militare che non sarebbe stato possibile ottenere diversamente.

Le parole incise nel Linguaggio Nero sull'Unico Anello

Rispetto agli altri grandi anelli, l'Unico Anello non aveva nessuna gemma o design intricato, almeno a prima vista. Per una persona comune, sarebbe sembrato come un semplice anello d'oro. Riscaldare l'anello nelle fiamme di un fuoco, tuttavia, rivela parte dell'incantesimo di Sauron scritto in Linguaggio Nero lungo l'anello. Secondo Isildur, la mano di Sauron era "nera eppure bruciava come il fuoco". Menziona anche come la scritta fosse visible sull'Anello mentre Sauron lo indossava. L'Unico è virtualmente indistruttibile, e nessuna arte o potere posseduto dagli Elfi o da Gandalf avrebbe potuto danneggiarlo in alcun modo. Sembra anche avere una volontà propria (o per lo meno, l'abilità di portare avanti indipendentemente la volontà di Sauron dato che conteneva un grande porzione del suo essere), può espandersi o contrarsi per essere indossato da razze diverse.

L'Unico Anello in mano a Isildur.

Fu Isildur a tagliare il dito su cui Sauron teneva l'anello. Ebbe l'opportunità di distruggere l'Unico nelle stesse camere in cui era stato forgiato, ma fu corretto dall'anello e lo risparmiò dalla distruzione. In seguito, l'Unico lo tradì portandolo alla morte. Fu ritrovato 2500 anni dopo da un Hobbit chiamata Déagol. Déagol fu poi ucciso da suo cugino Sméagol (più tardi Gollum) che prese l'Anello per sé. Sméagol fu corrotto rapidamente, ma ebba una forte resistenza fisica all'Anello, e per "500 anni l'Anello avvelenò la sua mente". In seguito, Bilbo Baggins, un Hobbit, trovò Sméagol nelle caverse sotto le Montagne Nebbiose. Bilbo ottenne l'Anello per caso, e alla fine delle sue avventure lo riportò a casa.

Cinquant'anni più tardi l'Unico fu ereditato da Frodo Baggins, che fu costretto a fuggire a Gran Burrone, inseguito dai Nazgûl. Venne scelto per avere l'opportunità che Isildur ebbe ma gettò via: distruggere l'Unico Anello nel fuoco del Monte Fato. Dopo aver trovato Frodo morto (così almeno credeva), Samvise Gamgee prese l'Anello per proteggerlo. Dopo aver scoperto che Frodo era ancora vivo, Sam ritornò con l'Anello. Frodo, dopo un lungo ed estenuante viaggio, fallì nel suo tentativo di distruggere l'Unico Anello. Nel Sammath Naur, il posto in cui il suo potere era più forte, l'Anello riuscì a corrompere Frodo che provò a prenderlo per sè. Sméagol lo raggiunse da dietro, staccò a morsi il suo dito e l'Anello e cadde giù nel baratro nella lava sottostante. L'Unico Anello venne distrutto e Sauron sconfitto.

Curiosità

Note

  1. Benché in molte edizioni appaia come "dito" — che suona più magico, come se il suo dito fosse diventano trasparente — The Treason of Isengard, cap. 13, nota 34, menziona che è solo un errore rispetto a "dita".
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